Il 15 settembre 2026 Unioncamere, con Dintec, pubblica i dati SELFI4.0 dei Punti Impresa Digitale: quasi 1 impresa italiana su 5 dichiara di usare soluzioni di intelligenza artificiale. Il titolo è rassicurante. Il dettaglio no: la media nasconde due velocità — servizi avanti, industria in rincorsa, micro imprese ancora da accompagnare.

Se sei nella metà lenta, questo articolo non celebra il 19,5%. Ti dà i numeri citabili e una checklist operativa.

In 30 secondi

  • Adozione IA dichiarata: dal 13,1% (2024) al 19,5% (2025) su oltre 20.000 rilevazioni SELFI4.0 (Unioncamere-Dintec / PID).
  • Settori: servizi 25,9% (da 19,1%); industria 13,6% (da 6,2%, +7,4 pp); filiere Made in Italy 3% → 6,3% → 11% (2023-2025); commercio 13% (+4,2 pp); agricoltura 5,2% → 8,1%.
  • Condizionata da maturità digitale e capacità organizzative; Tripoli (SG Unioncamere): fase di prima applicazione, accompagnare le piccole con voucher, laboratori, formazione e rete AI4I.

Impatto Italia

Per una PMI italiana il rischio tipico è leggere «1 su 5» e sentirsi in ritardo (o in anticipo) senza contesto. Conta il tuo settore e la tua maturità, non la media nazionale. I servizi trainano; la manifattura raddoppia ma parte da più in basso; le filiere tradizionali del Made in Italy avanzano ma restano sotto la media complessiva.

Il verdetto

Utile se usi i dati per posizionarti e scegliere un pilota. Inutile se li tratti come prova che «l’Italia ha già fatto la svolta». Siamo in prima applicazione, non in maturità di sistema.

Cosa sappiamo (numeri dalle fonti)

Il comunicato Unioncamere del 15 settembre 2026 (analisi con Dintec su SELFI4.0 dei PID) fissa il passaggio 13,1% → 19,5% tra 2024 e 2025 e sottolinea ritmi diversi tra settori, legati a maturità digitale e organizzazione.

ANSA riporta il dettaglio settoriale:

| Ambito | 2024 (o precedente) | 2025 | Nota |

| --- | --- | --- | --- |

| Totale imprese | 13,1% | 19,5% | ≈ 1 su 5 |

| Servizi | 19,1% | 25,9% | Comparto trainante |

| Industria | 6,2% | 13,6% | +7,4 pp, incremento più marcato |

| Made in Italy (moda, automotive, arredo, agroalimentare) | 6,3% (2024; 3% nel 2023) | 11% | Filiere tradizionali |

| Commercio | — | 13% | +4,2 pp |

| Agricoltura | 5,2% | 8,1% | — |

Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere: l’IA in Italia è in fase di prima applicazione; vanno accompagnate soprattutto le imprese più piccole. Il sistema camerale mette voucher, laboratori di sperimentazione, formazione e collaborazioni (tra cui AI4I) per consulenze specialistiche.

ItaliaOggi, come fonte secondaria sullo stesso filone, collega il tema all’angolo cybersecurity del Hiscox Cyber Readiness Report: il 44% dei decision maker delle PMI italiane colloca i rischi di sicurezza legati all’IA tra le prime tre preoccupazioni; 1 PMI su 4 (26%) ha subito almeno un attacco informatico andato a buon fine nell’ultimo anno. Non sono dati SELFI4.0: citarli solo come contesto di rischio, non come misura di adozione.

Checklist se sei nella metà lenta

1. Fai un assessment digitale (non un sondaggio interno)

Usa o ripeti un percorso tipo SELFI4.0 / PID della Camera di commercio: serve a capire maturità reale (processi, dati, competenze), non a «avere un progetto AI» sul PowerPoint. Se il punteggio di maturità è basso, non partire dal modello più di moda: parti dalla base digitale.

2. Scegli un solo processo pilota in 30 giorni

Esempi concreti, non slogan:

  • servizi: triage email clienti, bozze risposte con revisione umana;
  • manifattura: controllo qualità assistito, manutenzione predittiva su una linea;
  • commercio: forecasting scorte su un assortimento limitato;
  • agroalimentare: classificazione documenti o tracciabilità su un lotto.

Definisci: owner interno, fornitore, KPI (tempo, errori, costo), criterio di stop/go.

3. Metti in ordine dati e governance

Prima del pilota: chi può vedere i dati? Dove finiscono (UE / extra-UE)? Cosa entra in prompt o dataset? Tieni un foglio di tre colonne: fonte dati, finalità, responsabile. Senza questo, l’IA amplifica il disordine.

4. Cybersecurity insieme al pilota (non dopo)

Se adotti tool AI su posta, ERP o documenti, aggiorna almeno: MFA, backup verificati, policy su account e plugin, registro accessi. Il contesto ItaliaOggi/Hiscox ricorda che il timore cyber è alto e che una PMI su quattro ha già subito un attacco riuscito nell’ultimo anno: non è un motivo per non sperimentare, è un motivo per non sperimentare aperti.

5. Usa i canali camerali: voucher, laboratori, formazione

Prima di comprare un «progetto AI» generico, verifica cosa offre il PID locale: incentivi/voucher, laboratori di sperimentazione, percorsi formativi e rete di consulenza (incluso il raccordo con AI4I citato da Tripoli). Spesso costa meno e ti dà un confronto settoriale più realistico di un vendor generico.

Limiti da tenere a mente

  • I dati misurano dichiarazione di utilizzo, non intensità d’uso né ROI: «adotta» può significare un chatbot interno o un sistema in produzione.
  • SELFI4.0/PID è un campione di imprese che fanno assessment: utile e ampio (oltre 20.000 rilevazioni), non un censimento ISTAT di tutte le imprese.
  • I numeri cybersecurity citati da ItaliaOggi arrivano da Hiscox, non dal comunicato Unioncamere: non mescolarli come se fossero la stessa indagine.
  • Non inventiamo qui quote per micro vs medie imprese oltre quanto riportato dalle fonti: il messaggio istituzionale è accompagnare soprattutto le più piccole.

Takeaway pratico

Entro venerdì fai tre cose: (1) confronta la tua situazione con il tuo settore (servizi / industria / filiera), non con il 19,5% nazionale; (2) scegli un processo pilota con KPI; (3) chiama o prenota un passaggio PID/Camera per assessment, voucher o laboratorio.

La media «1 su 5» non ti promuove e non ti boccia. Ti dice solo che la corsa è iniziata a due velocità — e che nella metà lenta si avanza con metodi, non con titoli.